<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Pensa con la tua Testa</title>
	<atom:link href="http://www.pensaconlatuatesta.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.pensaconlatuatesta.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Sep 2010 15:24:22 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Erdal Kaptan &#8211; dal romanzo Pensa con la tua testa</title>
		<link>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/09/erdal-kaptan-dal-romanzo-pensa-con-la-tua-testa/</link>
		<comments>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/09/erdal-kaptan-dal-romanzo-pensa-con-la-tua-testa/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 06:21:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MarioCaramel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[animale]]></category>
		<category><![CDATA[avidi]]></category>
		<category><![CDATA[avidità]]></category>
		<category><![CDATA[coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[crescere]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[essere]]></category>
		<category><![CDATA[imparare]]></category>
		<category><![CDATA[insicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[marinaio]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[onesto]]></category>
		<category><![CDATA[opinione]]></category>
		<category><![CDATA[pensa]]></category>
		<category><![CDATA[persona]]></category>
		<category><![CDATA[personale]]></category>
		<category><![CDATA[pescatore]]></category>
		<category><![CDATA[potenti]]></category>
		<category><![CDATA[religioni]]></category>
		<category><![CDATA[saggi]]></category>
		<category><![CDATA[sincero]]></category>
		<category><![CDATA[testa]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[umano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensaconlatuatesta.com/?p=953</guid>
		<description><![CDATA[Erdal Kaptan, pescatore solitario nato e cresciuto in Turchia, passò tutta la vita tra il mercato del pesce del suo villaggio e le baie del golfo antistante. Dieci miglia quadrate di cui conosceva tutto, i venti, i fondali, i pesci, gli uomini, Erdal conosceva quel pezzo di mare alla perfezione. Ma parlando con lui anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/08/Ali-Tuna-e1283185037989.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-959" title="Ali Tuna" src="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/08/Ali-Tuna-e1283185037989.jpg" alt="" width="500" height="362" /></a><span style="color: #000000;">Erdal Kaptan, pescatore solitario nato e cresciuto in Turchia, passò tutta la vita tra il mercato del pesce del suo villaggio e le baie del golfo antistante. Dieci miglia quadrate di cui conosceva tutto, i venti, i fondali, i pesci, gli uomini, Erdal conosceva quel pezzo di mare alla perfezione. Ma parlando con lui anche brevemente, diveniva subito chiaro che conosceva molto di più di quel ristretto golfo di natura meravigliosa in cui era vissuto. Aveva una memoria di ferro e un intuito da far invidia a chiunque. La sua opinione, su qualsiasi argomento, era sempre molto personale, diversa dalla maggior parte dei pescatori o dalla maggior parte dei sui connazionali, un’opinione  che poteva sembrare una grande verità o una folle fantasia . Pescava da solo, di notte, nelle acque calme del golfo dove c’è quasi sempre bonaccia per molte ore dopo il tramonto. Usava un metodo difficile, il palamite da roccia, un sottile filo di nylon lungo un centinaio di metri con un amo ogni centocinquanta centimetri. Lo stendeva sui fondali rocciosi ad almeno venti metri di profondità, vicino alle tane di cernie e dentici che avessero superato il peso minimo di un chilo. Una pesca mirata ai soli pesci da scoglio di prima qualità e di buone dimensioni che presentava molte difficoltà e per questo era praticata da pochi. Le cernie, come tutti sanno, sono pesci che passano molto tempo nelle tane, escono per mangiare e subito si infilano nella loro caverna sicura tra le rocce. Tirarle fuori con la lenza dalla superficie, a più di venti metri di altezza, è un’impresa non da poco, figuriamoci con settanta o cento ami attaccati allo stesso filo, quasi impossibile! Erdal diceva che i pesci imparavano a riconoscere ami e lenze e per questo doveva diminuirne le dimensioni, con il risultato che non aveva scelta, doveva migliorare anche lui, doveva diventare più bravo ad ogni stagione. [...] </span></span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">A quei tempi, per motivi di lavoro, Marco diceva in giro che parlava il turco, ma in realtà sapeva parlare solo con Erdal, anzi era Erdal che sapeva parlare con chiunque. Non parlava le lingue, parlava la lingua, quella di chi vuole comunicare. Arte marinaresca, pesca, culture diverse, filosofia erano tra gli argomenti delle loro lunghe conversazioni. Marco voleva imparare a pescare con i metodi tradizionali e il suo amico Erdal gli aveva insegnato a stendere il palamite dandogli indicazioni molto precise. Conosceva i fondali di ogni centimetro quadrato del golfo: &#8211; In quel punto prenderai due cernie, più avanti invece c’è un dentice e ancora più avanti ci sono gli scorfani. &#8211; Naturalmente Marco, ancora principiante, non riusciva a prendere tutto, ma le previsioni del pescatore erano sempre azzeccate, come se fosse stato giù, sott’acqua a guardare. Erdal però nuotava solo intorno alla barca per pulirla o per lavarsi, lui non amava la profondità, i fondali li conosceva tramite la lenza, perchè lavorava da solo, concentrato, registrava tutto. Sapeva che quando pescava una cernia, c’era una tana che si era liberata e ci voleva un po’ di tempo prima che un altro pesce si insediasse in quel buco e ancora dell’altro tempo perchè crescesse a sufficienza per essere pescato. Non tornava mai a mettere il palamite nella stessa zona prima che questo tempo fosse passato, così non pescava mai pesci troppo piccoli. Aveva tanto rispetto per tutto e per tutti, ma si infuriava quando vedeva qualcuno inquinare, sporcare o maltrattare i più deboli.[...]</span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">Negli anni in cui frequentava la Turchia, Marco si era quasi convinto che: &#8211; </span><em><span style="color: #000000;">Chi è un bravo marinaio è anche una brava persona perchè assomiglia ad Erdal </span></em><span style="color: #000000;">- </span></span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Ovviamente non era così e presto disse alla sua amica Sofia che conosceva il pescatore: </span></span></span><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">- Non è l’essere un bravo marinaio che rende Erdal così speciale &#8211; </span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Sofia era una che ti ascoltava per davvero quando le parlavi e allora Marco si prendeva ancora più sul serio: &#8211; Si può anche andar per mare a testa bassa, di forza, provocando incidenti e ancora a testa bassa riparare i danni! Bravo marinaio non è sinonimo di brava persona. Navi cariche di schiavi hanno attraversato i mari con successo e lo fanno tuttora, ma i loro capitani non sanno neanche di avercela la coscienza! Erdal è speciale perchè pensa sempre con la propria testa e ha un’opinione personale non influenzata da correnti, culture o religioni, ma solo dalla sua stessa anima con cui ha un rapporto sempre sincero. &#8211; </span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Sofia aveva risposto: &#8211; Quando mi siedo al suo fianco, mi sembra che il tempo si fermi. Capisco tutto quello che mi vuole dire anche se non parla. Quell’uomo emana energia, come se avesse un’aura tutt’attorno. La sua anima esce dal corpo e si mischia con la tua. Io non l’ho mai incontrato un altro come lui! E tu? &#8211; </span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Marco tutto serio: &#8211; Vediamo un po’. Personaggi privi di preconcetti, capaci di sintetizzare e fare proprie tutte le posizioni costruttive per ottenere un’opinione sempre personale? Rari, ma sì, forse qualcuno. &#8211; </span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Sofia: &#8211; Dove li hai incontrati? Qui in Turchia? &#8211; </span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Marco: &#8211; No, e questo è l’aspetto interessante, sono nei posti più disparati. &#8211; Sofia prese quell’espressione che aveva quando si accingeva ad ascoltare, e Marco si sentì di nuovo in diritto di prendersi sul serio: </span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">- Girando per i mari e i continenti del mondo, quello che mi ha colpito di più non sono le diverse culture o usanze, non le diversità dei popoli con suggestivi vessilli e dialetti che, per quanto affascinanti, possono diventare i loro propri limiti, ma le affinità che ho trovato tra gli individui che non si sono lasciati influenzare. La loro opinione spesso assomiglia a quella di altri individui che a loro volta hanno un’opinione personale e che si trovano in posti lontani, ma hanno anch’essi un rapporto sincero con la propria coscienza. &#8211; Arrivò Erdal e si sedette al loro fianco.</span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Sofia subito chiese: &#8211; Cos’è la coscienza? &#8211; </span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Guardando i due con un sorriso, il pescatore disse: &#8211; E’ tutto! -  poi continuò: &#8211; Contiene tutto ed è presente in tutto, nella solida pietra, nella terra fertile, vedete quella pianta? &#8211; </span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">indicò una pianta grassa di aloe. &#8211; Ha già capito che stiamo parlando di lei! &#8211; gli aculei delle sue foglie sembrarono muoversi quando il pescatore le indicava. &#8211; Nei pesci e negli animali ce n’è ancora di più! &#8211; </span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Gli veniva una faccia da bambino e sorrideva con gli occhi piccoli piccoli, quando parlava della natura. </span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Poi si fece serio: &#8211; Solo noi esseri umani però, possiamo scegliere cosa farne della nostra coscienza. &#8211; </span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Ancora più serio, cupo: &#8211; Un puntino irriconoscibile intrappolato tra i pensieri confusi di persone materialiste, capaci di distruggere anche il mondo in cui vivono? &#8211; </span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Sofia pensierosa: &#8211; Oppure un’aura di saggezza che si espande dal corpo di persone che sanno chi sono? &#8211; Erdal sorrise di nuovo. </span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Marco disse: </span></span></span><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">- Certi non ce l’hanno proprio per niente! -</span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Erdal: &#8211; No, ti sbagli, mio giovane amico, tutti sentono la coscienza, e come non sentirla! &#8211; </span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Marco: &#8211; Ma&#8230;allora? &#8211; </span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Erdal: &#8211; Fanno finta, la sentono, ma non l’ascoltano. Quelli che fingono di non avere una coscienza sono esseri abominevoli, ma spesso, per fortuna non sempre, raggiungono svariate posizioni di potere grazie alla loro innata avidità e capacità di influenzare il prossimo. &#8211; </span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Marco: &#8211; Ok, adesso capisco! &#8211; </span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Erdal: &#8211; Poi ci sono quelli che hanno un rapporto di comodo, che mentono a sè stessi, e sono moltissimi. Brave persone, ma purtroppo confuse e  manovrabili come burattini grazie alla loro insicurezza. -</span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"> Sofia: &#8211; Ooh di questi ce ne sono tanti dalle nostre parti! &#8211; </span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Erdal: &#8211; Lo so, sono ovunque! Ma ci sono anche quelli che provano ad essere sinceri nonostante sia un cammino in salita, in costante conflitto con le forze limitanti che ho appena descritto. Le persone che si impegnano a guardarsi dentro con onestà sono quelle di cui ti puoi fidare. Esseri umani generosi e intuitivi che non smettono mai di crescere e di imparare cose nuove. &#8211; </span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Sofia: &#8211; E se ce la fanno? &#8211; </span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Erdal: &#8211; Quelli che riescono ad essere veramente onesti con se stessi, mettono le basi per migliorare il mondo. Hanno grandi capacità di adattamento, autosufficenza morale e materiale, grande generosità, ma soprattutto costante evoluzione! &#8211; </span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Marco: &#8211; I saggi però perdono spesso la libertà e anche la vita! &#8211; </span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Erdal: &#8211; Per mano degli avidi potenti o tramite il voto dei loro burattini insicuri! &#8211; </span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Marco: &#8211; Socrate. &#8211; </span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Erdal: &#8211; Galileo. Ha avuto vita dura anche lui. </span></span></span><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">- </span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Marco pensò: &#8211; </span><em><span style="color: #000000;">Ma come fa a sapere tutto?</span></em><span style="color: #000000;"> &#8211; </span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Sofia disse: &#8211; Martin Luther King. &#8211; </span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">I tre guardarono il cielo rattristati, poi Erdal terminò: &#8211; E tanti altri potremmo aggiungere a questa lista, ma raggiunti tali livelli di saggezza, l’ego e anche la morte non sono più un problema! -</span></span></h3>
<p><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">L&#8217;immagine è una cartolina postale inviatami da un altro amico pescatore della stessa zona che si firma Alì Tuna</span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/09/erdal-kaptan-dal-romanzo-pensa-con-la-tua-testa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Girovago&amp;Rondella Family Theatre</title>
		<link>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/08/girovagorondella-family-theatre-inedito/</link>
		<comments>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/08/girovagorondella-family-theatre-inedito/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 15:06:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MarioCaramel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[atlantico]]></category>
		<category><![CDATA[canzone]]></category>
		<category><![CDATA[capitano]]></category>
		<category><![CDATA[circo]]></category>
		<category><![CDATA[grecia]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[medievale]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[miglia]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[rodi]]></category>
		<category><![CDATA[sax]]></category>
		<category><![CDATA[sole]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensaconlatuatesta.com/?p=923</guid>
		<description><![CDATA[Per questa storia dobbiamo tornare indietro di più di vent’anni, la fine dell’estate del 1988 o giù di lì. Lavoravo con la mia barca tra l’isola di Rodi e la Turchia. L&#8217;ultimo charter si era concluso ad Antalya  alla fine di Settembre e dopo la solita giornata di riposo di fine stagione io e miei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/08/CircoPoetico_2751.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-933" title="CircoPoetico_2751" src="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/08/CircoPoetico_2751-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><span style="color: #000000;">Per questa storia dobbiamo tornare indietro di più di vent’anni, la fine dell’estate del 1988 o giù di lì. Lavoravo con la mia barca tra l’isola di Rodi e la Turchia. L&#8217;ultimo charter si era concluso ad Antalya  alla fine di Settembre e dopo la solita giornata di riposo di fine stagione io e miei compagni partimmo subito verso ovest: dovevamo raggiungere Rodi al più presto per gli approvvigionamenti, poi la Spagna per far cantiere e infine attraversare l’oceano per arrivare ai Caraibi entro dicembre ed iniziare la stagione invernale. Da Antalya alla Martinica, ora non mi ricordo quante miglia 5000, 6000, tante miglia.</span></span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">A bordo con me c’erano Sonia e Gillo, l&#8217;equipaggio che mi accompagnava in quegli anni. Partimmo all’alba con il canto del muezzin e il cielo di tutti i colori. Dopo qualche miglio a motore il vento si mise a soffiare da ovest, giusto sul naso, e a rinforzare. Alle undici del mattino c’erano 35 nodi di vento contrario e noi avevamo fatto poco più di 20 miglia. Continuammo a saltare quelle onde corte fino all’indomani mattina quando finalmente arrivammo a Rodi esausti e naturalmente bagnatissimi oltre che tesi e preoccupati per il ritardo perchè avevamo ancora tutto il mediterraneo e tutto l’atlantico da attraversare. </span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Scesi a terra per comprare olio e filtri del motore che volevo cambiare prima di ripartire, così mi avviai a piedi sul molo verso il negozio di ricambi auto. Appena fuori dal porto vidi che c’era uno spettacolo di strada, era il mio amico Marco detto Girovago che intratteneva i passanti con la sua valigia magica. Passai sorridendo, ma senza fermarmi perchè appunto ero teso e pieno di pensieri. Non trovai i filtri, dovetti cercare a lungo in diversi concessionari per almeno due ore, poi finalmente tornai a bordo più nervoso di prima, ma per fortuna con i ricambi di cui avevo bisogno. Passammo tutta la giornata a preparare la barca per la traversata del mediteraneo. Oltre al servizio del motore, dovemmo cucire la randa che si era strappata con il ventaccio della notte precedente e poi pulire, fare la spesa, insomma il solito culo quadrato che ci si fa in quelle occasioni specie se hai fretta e appuntamenti di lavoro. Intanto il vento non aveva mai smesso di soffiare, ma noi eravamo decisi a partire l’indomani mattina all’alba e raggiungere la Spagna al più presto, in massimo dieci o dodici giorni ed altrettante notti. </span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Nel tardo pomeriggio Girovago che aveva terminato i suoi spettacoli, venne sul molo con la bicicletta, passò davanti alla barca gridando: &#8211; Hey amici naviganti, stakanovisti del mare, stasera tutti a cena a casa mia, ho una sorpresa che non potete perdere. Mi raccomando vi aspetto! &#8211; girò la bici e si diresse senza fermarsi verso la città vecchia dove si trovava casa sua. Noi, per quanto contenti dell’invito, pensammo che eravamo troppo stanchi e probabilmente non saremmo andati a quella cena. Finimmo i lavori e dopo una doccia in coperta crollammo tutti e tre seduti in pozzetto, stanchissimi. Come potevamo non accetare l’invito di Girovago? Non lo vedevamo dall’anno precedente e lui e sua moglie Federica, detta Rondella, erano tra gli amici più cari che avevamo su quell’isola anche se ci si vedeva di rado e poi lo spettacolo con la valigia era affascinante, chissà cos’era quella sorpresa di cui aveva accennato. Insomma un po’ per l’amicizia, un po’ per la curiosità ci avviammo verso la città vecchia con il mio sax in spalla. </span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Ci fu un tramonto tutto rosso, il vento forte rinfrescava l’aria, mi sembrò il primo tramonto di fine estate, era infatti l’inizio dell’autunno, ma per me, preso dall’ansia delle miglia che ancora dovevamo percorrere, quello era già l’inverno che si avvicinava veloce e l’ansia che avevo dentro a quel punto era insostenibile. Per fortuna che c’ero abituato, vivevo così da anni ormai, tra charter e traversate oceaniche, non per niente ci chiamavano &#8220;stakanovisti&#8221; del mare! Entrati nella città vecchia fummo travolti dal flusso dei turisti, migliaia di persone che passeggiavano serene in vacanza e noi sempre più tesi. Poi però per raggiungere casa di Girovago e Rondella uscimmo dal flusso principale e ci infilammo nelle stradine deserte dove i turisti non si inoltrano perchè buie e non segnalate. </span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Una fiaba, una via di mezzo tra una medina araba e una città medievale costruita dai crociati. Rallentammo il passo, incontrammo una coppia di gatti randagi in amore, e finalmente sentii il respiro calmarsi e il cuore battere ad un ritmo quasi normale. Sbagliammo un paio di vicoli, dovemmo tornare indietro, poi ancora un vicoletto e finalmente sentimmo nel buio la fisarmonica di Girovago che suonava una canzone francese, una musica da circo che lui usava per i suoi spettacoli. Presi il sax e lì sulla strada mi misi a suonare la stessa canzone, lui mi rispose e a battute di musica trovammo la casa in un altro vicoletto buio. Entrammo trionfanti tra le note della fisarmonica e quelle del mio sax. A quel punto non c’era più stanchezza, solo voglia di vivere. Girovago e Rondella hanno la capacità di farti tornare bambino, un entusiasmo, una passione e una determinazione da fare invidia anche agli avidi arrivisti che rinunciano alla vita per i soldi, e io ero ormai uno di quelli anche se incosapevolmente. Ma loro no, non rinunciano alla vita, Rondella e Girovago sono la vita! La casetta nella città vecchia, piena di pupazzi, marionette e strumenti musicali non può che ispirare e allora altra musica, danze e canzoni varie, sempre intercalate da quel pezzo francese da circo che divenne la colonna sonora della serata. Nel mezzo della stanza, tra i colori dei pupazzi e il suono degli strumenti musicali, c’era la sorpresa promessa: una carrozzina ben coperta dove Rugiada, la loro prima figlia di circa due mesi, dormiva felice. Baci abbracci, canzoni, cibo buono, ancora musica per ore e la piccola Rugiada che dormiva, o forse ci ascoltava proprio lì in mezzo alla stanza fino alle due di notte.     Quando mi accorsi dell’ora mi ritornò l’ansia, poi Girovago disse: -Ragazzi domani abbiamo uno spettacolo in un paesino proprio al centro dell’isola, potreste venire anche voi con il sax del capitano e la tromba di Sonia, così mi date una mano perchè Rondella sarà occupata con la bambina. Cosa ne dite? &#8211; Sonia che aveva lasciato la tromba in barca e quasi non la suonava mai, fece un salto di gioa: &#8211; Fantastico! &#8211; disse. Guardai Gillo che già sorrideva, ma la mia ansia di lavoratore scrupoloso si fece fortissima e dissi solo: &#8211; Non se ne parla nemmeno! Dobbiamo partire all’alba per andare in Spagna e poi da lì ai Caraibi, vi rendete conto di quante miglia abbiamo da percorrere? Andiamo a dormire che è meglio. &#8211; Misi nervosamente il sax nella custodia e cominciai a guardare torvo i miei compagni di viaggio fino a che Gillo e Sonia non poterono che alzarsi e dare inizio ai saluti di commiato. Lasciammo quella casa di sogni colorati sotto gli occhi delusi di Girovago e Rondella. Camminammo tra i vicoli bui e le piazzette fiorite di quella vecchia città fino a raggiungere il porto senza mai parlare, tutti e tre incantati dalla bella serata e dalla città medievale. Giunti a bordo crollammo a dormire, avevamo alle spalle quarantotto ore di lavoro duro più la serata di sogno passata con gli amici. Mi svegliai all’alba con il rumore di una forte raffica di vento che fischiava sull’albero, aprii gli occhi e cominciai a cantare quella canzone francese che la sera prima avevamo suonato tante volte, feci un sorriso ai miei compagni che si stavano svegliando nelle brande vicine e mi girai dall’altra parte facendo un gesto con la mano. Dormimmo tutti e tre fino alle dieci del mattino quando ancora un volta ci svegliò una forte raffica di vento. Era deciso ormai, quel giorno non saremmo partiti, si andava a fare lo spettacolo al centro dell’isola con Girovago e Rondella. Guardai fuori dal boccaporto, loro erano già lì sul molo che ci aspettavano col motore del furgone acceso, pronti a partire e cantavano quella canzone francese. Cinque minuti più tardi viaggiavamo tutti verso il centro dell’isola, pigiati nel furgone pieno di pupazzi e strumenti musicali, cantando tutti in coro e la piccola Rugiada ci osservava dal suo seggiolino, sembrava divertirsi un mondo. </span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Quando arrivammo al villaggio, di cui purtroppo non ricordo il nome, in cima ad una montagna al centro dell’isola, incontrammo il sindaco che ci fece vedere la piazza per lo spettacolo e poi il percorso della parata per attirare gli spettatori. Montammo un piccolo palco in mezzo alla piazza e Girovago mi diede una giacca rossa, un cappello nero e delle scarpe da clown, poi ci incamminamo per le vie del paese suonando e cantando mentre Rondella invitava la gente a seguirci con il megafono. In pochi minuti eravamo diventati un corteo. <a href="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/08/domatore11.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-938" title="domatore1" src="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/08/domatore11-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a>Persone di tutte le età si aggiungevano alla parata e ci seguivano cantando e ballando, tanti bambini e tanti anziani. Ricordo che passammo davanti ad un cortile dove due signore che sembravano avere più di ottant’anni, </span></span><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">pigiavano l’uva saltellando a piedi scalzi dentro un grande contenitore di legno. Dovemmo aiutarle a scendere e poi anche loro a piedi scalzi ci seguirono ballando e lasciando le impronte rosse di mosto sul lastricato.<span id="more-923"></span><br />
</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Giunti alla piazza salimmo sul palco e il pubblico si mise tutt’attorno in semicerchio. Quando vidi tutta quella gente davanti a me, ebbi l’impressione di svenire, pallido, con le labbra viola, pensai che non sapevo neanche cosa dovevo fare, Rondella mi lanciò uno sguardo rassicurante e riuscii a non cadere, ma ero nel panico totale. Inutile dire che Girovago sapeva il fatto suo, era abituato a fare quegli spettacoli anche da solo e infatti non ci furono problemi, ogni tanto, quando cominciava una canzone, ci guardava e allora io e Sonia lo seguivamo con sax e tromba. Fu un grande successo. Dopo lo spettacolo venne preparata una grande tavolata proprio in mezzo alla piazza, la più lunga tavolata che abbia mai visto e tutti ci sedemmo a mangiare e bere. Dico tutti, dal sindaco ai bambini alle vecchiette scalze, tutto il paese in una tavola e noi eravamo gli ospiti d’onore, gli artisti che avevano messo il villaggio sottosopra. Una delle più emozionanti esperienze della mia vita! </span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Tornammo al porto ancora pigiati nel furgone e giunti alla barca ci accorgemmo che il vento era calato. Baci e abbracci e questa volta partimmo all’alba come promesso. Traversammo il mediterraneo in dodici giorni fino a Malaga dove ci fermammo tre settimane per fare cantiere, preparare la barca per la traversata, fare la spesa ecc. Poi attraversammo l’oceano e venti giorni più tardi, quasi due mesi dopo la bella giornata passata con Girovago e Rondella arrivammo in Martinica con le prime luci dell’alba. Il molo era libero e feci subito manovra per ormeggiare e fare i primi rifornimenti dopo la traversata. Il cielo era tutto rosso, la notte stava finendo. Mentre andavo in retromarcia, Gillo filava l’ancora a prua e Sonia era a poppa pronta a lanciare la cima a terra, vidi un tipo barcollare verso il molo. Un uomo dai colori creoli, la pelle nera e i capelli rossi, ubriaco, ci venne incontro suonando una grossa armonica a bocca. Ballando e barcollando ma con due occhi svegli e simpatici, mi guardava manovrare mentre suonava su quell’armonica la stessa canzone francese da circo, la colonna sonora dello spettacolo di Girovago e Rondella. Giunto sul molo, non prese la cima, era troppo ubriaco, continuò a suonare quella stessa canzone sorridendomi con gli occhi vispi, mentre io saltavo a terra prendevo la cima abilmente lanciata da Sonia e la legavo alla bitta d’ormeggio. Poi quell’uomo improvvisò il finale della canzone, noi cominciammo ad applaudire e lui si allontanò ringraziando e inchinandosi ai nostri applausi come una star. L’uomo scomparve nel parcheggio adiacente al molo di Fort de France, uscì il sole, eravamo arrivati finalmente dall’altra parte e meritavamo un giorno di riposo, crollammo a dormire felici  nelle nostre brande.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Avrei dovuto capirlo subito che quell’uomo ero io, quella parte di me che già conosceva il percorso dall’acqua all’aria passando per tutta quella luce, i miei elementi naturali in quegli anni, sapeva anche che era giunta l&#8217;ora di esplorare la musica se volevo continuare a crescere. Invece niente, neanche sei anni più tardi quando finalmente riuscii a vendere la barca e andai a stabilirmi a Rodi, Girovago e Rondella mi ospitarono a casa loro, conobbi il loro secondo figlio Timoteo, vidi nascere il terzo figlio Tommaso, partecipai a molti spettacoli dell’ormai famoso Girovago&amp;Rondella Family Theatre, ma non capii che il mio destino era legato a quella realtà di persone che hanno il coraggio di essere se stesse e di proporre al mondo il loro punto di vista. Dedicai ancora molti anni a cose che non mi interessavano, ma che credevo essere importanti, finalmente guadagnando anche bene, ma sentendo sempre quel fuoco dentro che non mi dava pace fino a quando un giorno capii e gli diedi ascolto, ecco perchè oggi faccio quello che faccio con Felicia in giro per l’Italia.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"> </span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">Oggi il Girovago&amp;Rondella Family Theatre </span><a href="http://www.girovagoerondella.it/"><span style="color: #000000;">http://www.girovagoerondella.it</span></a><span style="color: #000000;">/ è conosciuto e apprezzato in tutta Europa e credo anche oltre. I ragazzi ormai adulti o quasi, partecipano attivamente e con passione all’attività dei genitori, ma hanno anche un loro spettacolo </span><a href="http://www.myspace.com/elcubolibre"><span style="color: #000000;">http://www.myspace.com/elcubolibre</span></a></span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">Se vi sembra che i siti non siamo stati aggiornati di recente è solo perchè la vita sulla strada non lascia molto tempo per la vita online, ma potete contattarli ed invitarli con i loro spettacoli nella vostra città, vi assicuro che non ve ne pentirete</span>.<a href="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/08/Palco-Mobile.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-934" title="Palco Mobile" src="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/08/Palco-Mobile-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/08/Marco-e-Ciccio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-935" title="Marco e Ciccio" src="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/08/Marco-e-Ciccio-300x239.jpg" alt="" width="300" height="239" /></a><br />
</span></span></h3>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/08/girovagorondella-family-theatre-inedito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il canto delle sfere &#8211; dal romanzo Pensa con la tua testa</title>
		<link>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/08/il-canto-delle-sfere-dal-romanzo-pensa-con-la-tua-testa/</link>
		<comments>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/08/il-canto-delle-sfere-dal-romanzo-pensa-con-la-tua-testa/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 06:58:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MarioCaramel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[aliseo]]></category>
		<category><![CDATA[aria]]></category>
		<category><![CDATA[astri]]></category>
		<category><![CDATA[balena]]></category>
		<category><![CDATA[calma]]></category>
		<category><![CDATA[equipaggio]]></category>
		<category><![CDATA[fluido]]></category>
		<category><![CDATA[Marco]]></category>
		<category><![CDATA[oceano]]></category>
		<category><![CDATA[orizzonte]]></category>
		<category><![CDATA[sfera]]></category>
		<category><![CDATA[sfere]]></category>
		<category><![CDATA[stelle]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
		<category><![CDATA[travrsata]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensaconlatuatesta.com/?p=883</guid>
		<description><![CDATA[
La traversata dell’oceano, il solo pensiero di quell’avventura faceva paura perchè quando sei a terra il mare ti sembra anche più grande di quello che è, ma poi una sera in mezzo all’Atlantico, Marco sentì di essere nel posto giusto, lontano da terra, circondato solo dal mare. Si stava navigando in quella zona dove ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;"><a href="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/08/DSC01618.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-914" title="Red Cloud" src="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/08/DSC01618-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></h3>
<h3 style="text-align: left;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">La traversata dell’oceano, il solo pensiero di quell’avventura faceva paura perchè quando sei a terra il mare ti sembra anche più grande di quello che è, ma poi una sera in mezzo all’Atlantico, Marco sentì di essere nel posto giusto, lontano da terra, circondato solo dal mare. Si stava navigando in quella zona dove ci si dice: &#8211; Siamo a metà del percorso! &#8211; Ci furono un paio di giorni di tempo particolarmente bello, la barca avanzava lenta nel mare calmo, l’aliseo era calato quasi del tutto. Belle giornate di grandi pulizie, e alta cucina in mezzo all’oceano. Il terzo giorno di calma, Pietro il veterinario si esibì con un riso e lenticchie, risotto alla colombiana come lo chiamava lui, e tranci di tonno pescato alla traina. Dopo il pranzo andarono tutti a riposare, solo quelli di turno restarono in pozzetto. Ad un certo punto si sentì un urlo: &#8211; Aiuto, un sottomarino! &#8211; gridava Armando dal timone mentre indicava terrorizzato il mare sotto la barca. Marco corse fuori,  guardò giù e subito fece un salto indietro, poi guardò ancora e disse: &#8211; Ma no, è una balena! &#8211; Si era avvicinata da poppa, veloce e a testa bassa, sembrava volesse attaccare. Armando disse: &#8211; Guarda si gira di pancia, ci considera amici! Ci deve aver scambiati per un baleno! &#8211; L’animale passò sotto la carena sfiorandola di pochi centimetri con la pancia bianca, poi si allontanò, ma solo per qualche minuto: &#8211; Eccola sta tornando, la vedi, è lì dietro, guarda, te l’ho detto che sembra un sottomarino! &#8211; Il cetaceo si avvicinò a testa bassa minaccioso, ma all’ultimo momento offrì nuovamente il ventre allo scafo sfiorandolo in tutta la sua lunghezza. &#8211; Era andata a respirare &#8211; disse Marco. La balena infatti continuò a giocare in questo modo per molte ore, si presentava da poppa e passava sotto la barca di pancia, ma non si faceva vedere quando respirava, andava lontano a farlo, dove si sentiva sicura. Tutto l’equipaggio salì in coperta per vederla, [...] quell’animale era ben più grande della barca, la superava in lunghezza con tutta la coda. [...] Dopo un paio d’ore di giochi emozionanti, i componenti l’equipaggio tornarono alle loro attività sotto coperta, ma la balena continuava a divertirsi nello stesso modo senza però mai farsi vedere respirare.</span></span></h3>
<h3 style="text-align: left;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Al tramonto, seduto sulla tuga, Marco aspettava di vedere le prime stelle per fare un buon punto nave in quella sera di mare calmo. L’orizzonte era ben visibile senza bisogno di cavalcare un’onda più alta delle altre. Gli astri sarebbero presto apparsi: Sirio, Vega, Venere, la Polare, lui sapeva già da che parte doveva guardare. Vide il sole rosso toccare l’oceano e poi sparire sotto l’orizzonte lanciando nel cielo un ultimo raggio di color verde. In quel momento udì un rumore d’acqua, la balena riapparve, venne a respirare proprio sotto di lui questa volta, come se volesse attirare  l’attenzione. &#8211; L’hai capito finalmente che ti puoi fidare! &#8211; disse Marco guardando il grande occhio di quel pachiderma che l’osservava con un sorriso lungo quasi due metri. Alzò gli occhi al cielo, c’erano tutti i colori di questo mondo, ma ci fu un altro consistente movimento d’acqua. La balena sollevò la testa tutta fuori, come se volesse essere accarezzata. Stette lì, sorridendo a pochi centimetri dal naso di Marco per una manciata di secondi che sembrarono durare molto più a lungo. Infine sbattè la guancia sulla superficie del mare calmo per tre volte, bagnando i presenti, in un caloroso gesto di saluto prima di immergersi. Anche la grande coda che apparve per ultima nella sua totalità, sembrò salutare tutti. Poi il silenzio.</span></span></h3>
<h3 style="text-align: left;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"><em><span style="color: #000000;">La balena si perde negli abissi. Marco pensa al sole tramontato, guarda da quella parte, l’orizzonte gli sembra una linea curva. Vede la forma della terra. Per la prima volta percepisce con i propri occhi il pianeta come sfera. Guarda in cielo, altre sfere, Venere dove se l’aspettava e così Sirio e Vega con le stelle più grandi. Calmo, rileva con il sestante l’altezza di quegli astri sull’orizzonte, poi fa i calcoli per trovare la posizione. Ricorda a memoria le formule trigonometriche. Segna il punto sulla carta nautica, ma ha la sensazione di fare un lavoro inutile mettendo su un piano quello che può facilmente vedere in tre dimensioni. Mentre fa questo, canta una melodia solfeggiandola nota per nota: “Sol do mi re do fa ri mi sol. Fa sol fa &#8230;” Si accorge di essere in uno stato di particolare chiarezza mentale. Galleggia su una sfera di acqua e terra che gira su se stessa e attorno al sole. Capisce che l’acqua della sfera e l’aria intorno ad essa sono aspetti più o meno liquidi della stessa cosa, un tutt’uno con lo spazio ancora più fluido, ma anche con la terra stessa che ne è l’aspetto materiale, così come il suo corpo è l’aspetto solido della sua intangibile essenza vitale</span></em><span style="color: #000000;">. </span><em><span style="color: #000000;">Quella calma nell’oceano che è un tutt’uno con l’universo, è un tutt’uno anche con lui stesso.</span></em></span></span></h3>
<h3 style="text-align: left;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"><span id="more-883"></span>Ti vedo molto assorto Mon Capitaine! &#8211; disse il veterinario con quel suo tono aristocratico francesizzante mentre, ancora fiero per la buona riuscita del suo pranzo, si aggirava [...] cercando compagnia per continuare i festeggiamenti. Marco rispose con una domanda: &#8211; Quando chiudi gli occhi, ti viene mai paura di fronte all’immensità di te stesso? &#8211; Pietro: &#8211; E come no! La stessa sensazione di quando guardo il cielo stellato. Mi sento insignificante. Ma perchè vuoi parlare di questo proprio adesso che siamo qui in mezzo all’oceano, con questo buio? Vuoi spaventarmi? &#8211; Marco: &#8211; Ho visto la sfera. E’ meraviglioso! Viviamo su una sfera per davvero. &#8211; Allora Bronzo di Riace, che smontava dal turno [...] disse: &#8211; E’ vero man! Ma cosa c’entra con quello che stavate dicendo? &#8211; Marco: &#8211; Gli astri sono sistemi di sfere che ruotano in equilibrio, così come lo sono gli atomi del nostro corpo. &#8211; Bronzo di Riace: &#8211; Guarda, un’altra sfera! &#8211; e indicò la luna piena che sorgeva ad est. Marco: &#8211; La luna è l’unica a lasciarsi vedere come tale, quando non ti prende in giro anche lei! Sembra messa lì apposta per farci capire. &#8211; Pietro: &#8211; Cosa vuoi dire Mon Capitaine? &#8211; Marco, puntando a Venere col dito indice: &#8211; Le altre sfere, sono troppo lontane per poterle vedere come tali! &#8211; Bronzo: &#8211; La terra è troppo vicina. &#8211; Pietro:- Anche troppo grande. &#8211; Marco: &#8211; Gli atomi troppo piccoli. Bronzo:  &#8211; Man, il sole è una palla di fuoco quasi sempre troppo luminosa per poterla guardare, e allora? -  Marco: &#8211; Le sfere sono sempre presenti nella nostra vita come l’immenso spazio fluido che le contiene, anche quello è sempre presente. Ma dobbiamo usare la coscienza per aver consapevolezza di ciò che ci circonda, del fatto che viviamo su una sfera e che quelle luci nel cielo sono anch’esse rotonde! &#8211; Bronzo di Riace: &#8211; Gli astri sono i pensieri nella nostra mente man! &#8211; Marco: &#8211; Questo non lo so, ma anche i pensieri e le preoccupazioni ci opprimono quando non siamo consapevoli dell’immenso spazio che li contiene. Spazio </span></span><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">apparentemente vuoto che contiene tutto! &#8211; Pietro:  &#8211; Anch’io ho un pensiero fisso che mi opprime costantemente, sfere che non ho mai potuto vedere. &#8211; Bronzo:  &#8211; Quale man? &#8211; Pietro: &#8211; Le tette di una mia professoressa del liceo. -</span></span></h3>
<p style="text-align: left;"><em><span style="color: #000000;"> </span></em></p>
<h3 style="text-align: left;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Anche se i suoi compagni non lo prendavano sul serio, o forse non se la sentivano di affrontare l’argomento, quella sera Marco aveva visto con i propri occhi la forma sferica del nostro pianeta. Al vederla era subito entrato in uno stato mentale di estrema chiarezza in cui poteva ricordare le formule matematiche o solfeggiare la musica, ma sopratutto in cui nulla sembrava troppo grande o fuori della sua portata. Decise che non gli bastava più accontentarsi della comune visione piatta del mondo e cercò da quel momento di sentirne sempre la sfericità perchè questa consapevolezza sembrava innescare un suo processo evolutivo. Fece il possibile per restare in quello stato mentale aiutato dall’aliseo che riprese a soffiare teso spingendo la barca a buona velocità in quel mondo di acqua e aria. Concentrato, Marco passò molto tempo al timone preoccupandosi solo di navigare veloce fra le onde disordinate dell’aliseo. Sentiva il vento sul corpo e la sua azione sulle vele, agiva pochissimo sulla pala, quasi sempre in anticipo, prima di un onda o di una raffica per mettere la barca nella direzione ideale. In questo modo riusciva a sfruttarne la spinta con il minimo attrito, ottenendo un’andatura più fluida possibile. Non guardava la bussola, la usava solo come strumento di controllo per registrare la rotta tenuta. Guardava indietro per controllare che la scia fosse dritta e per vedere le onde arrivare, poi la prua, le vele, il cielo e l’oceano tutto attorno, a nord e a sud. Il suo sguardo era ovunque e vedeva di tutto, pesci di diverse dimensioni, nuvole che sopraggiungevano da poppa, prendevano forme e colori di ogni tipo e poi scomparivano all’orizzonte davanti alla prua. Vedeva gli uccelli oceanici controllare incuriositi dall’alto e infine i pesci volanti che scappavano da pesci più grandi o forse impauriti dalla barca stessa. Ogni volta che guardava il mare, vedeva gruppi di quei pesci volare via per centinaia di metri spiegando le loro piccole ali trasparenti. Bronzo di Riace disse: &#8211; Me l’aspettavo deserto io l’oceano, invece assomiglia ad una foresta, si fanno continuamente incontri di ogni tipo. &#8211; Quando poi si trovavano in cima ad un’onda più alta delle altre, Marco guardava lontano e di nuovo vedeva la grande sfera di acqua su cui stava viaggiando. Sentiva di essere al suo posto, in mezzo all’oceano, lontano da terra. Faceva correre la barca veloce perchè gli sembrava giusto che ci fosse meno attrito possibile, ma avrebbe voluto prolungare quell’emozione molto più a lungo invece di arrivare dall’altra parte. Restavano ormai pochi giorni di navigazione prima di arrivare ai Caraibi. Il colore dell’oceano cominciò a prendere una tonalità di verde scuro. Apparvero nuovi uccelli. Le nuvole che passavano sopra la barca spinte dall’aliseo, non scomparivano più ad ovest come nei giorni precedenti, sembravano accumularsi l’una sull’altra in un punto lontano davanti alla prua, sulle cime delle montagne delle Windward Islands, le isole del mar dei Caraibi.</span></span></h3>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/08/il-canto-delle-sfere-dal-romanzo-pensa-con-la-tua-testa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title></title>
		<link>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/08/benvenuto/</link>
		<comments>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/08/benvenuto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 08:58:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MarioCaramel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[artistiche]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[opera]]></category>
		<category><![CDATA[pensa]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[sax]]></category>
		<category><![CDATA[testa]]></category>
		<category><![CDATA[trombone]]></category>
		<category><![CDATA[tua]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensaconlatuatesta.com/?p=63</guid>
		<description><![CDATA[MusicaCosmicaFiatiePensieri 
 il duo MCfp composto da Mario Caramel al Sax tenore e Felicia Y. Porter al Trombone presenta il romanzo Pensa con la tua Testa che puoi trovare alla pagina Il Romanzo
 Presentazioni concerto in tutta Italia.
Divieni fan alla pagina di Facebook
RSS FEED FACEBOOK YOUTUBE TWITTER
 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #888888;"><strong><span style="color: #000000;">MusicaCosmicaFiatiePensieri</span></strong><span style="color: #000000;"> </span></span></span></h2>
<h2><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"> </span></span><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">il duo </span></span><a href="http://www.myspace.com/mc.fp/" target="_blank"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">MCfp</span></span></a><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"> composto da Mario Caramel al Sax tenore e Felicia Y. Porter al Trombone presenta</span></span><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"> il romanzo </span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><strong>Pensa con la tua Testa</strong></span> che puoi trovare</span><span style="color: #000000;"> a</span><strong><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">lla pagina </span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"><strong><a href="http://www.pensaconlatuatesta.com/il-romanzo"><span style="color: #000000;">Il Romanzo</span></a></strong></span></span></span></span></span></span></strong></span></h2>
<h2><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"> Presentazioni concerto in tutta Italia.</span></span></h2>
<p><span style="font-weight: normal;">Divieni fan alla pagina di Facebook</span></p>
<h5><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none;"><a style="color: #006699;" href="http://feeds.feedburner.com/PensaConLaTuaTesta" target="_blank">RSS FEED</a> <span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none;"><a style="color: #000000;" href="http://www.facebook.com/pages/Pensa-con-la-tua-Testa/268099539953?ref=mf" target="_blank">FACEBOOK</a> </span></span><a style="color: #006699;" href="http://www.youtube.com/user/PensaConLaTuaTestaTV" target="_blank">YOUTUBE</a> <a style="color: #000000;" href="http://twitter.com/mariocaramel/" target="_blank">TWITTER</a></span></span></h5>
<p><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/08/benvenuto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Articolo su Oltrepensiero</title>
		<link>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/04/articolo-su-oltrepensiero/</link>
		<comments>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/04/articolo-su-oltrepensiero/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 14:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MarioCaramel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensaconlatuatesta.com/?p=749</guid>
		<description><![CDATA[“Pensa con la tua testa”… non è poi così difficile !
 «Il coraggio viene da un rapporto sincero con se stessi e con la coscienza che poi è tutto ciò che veramente esiste, fuori o dentro di noi. Possiamo anche fingere di non saperlo e vedere solo quelle che a me piace chiamare le illusioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>“Pensa con la tua testa”… non è poi così difficile !</h2>
<h2><span style="font-weight: normal; font-size: 13px;"> <img class="alignleft" src="http://oltrepensiero.mikronetservice.com/images/stories/Pensa_con_la_tua_testa/1a.jpg" alt="" width="149" height="211" /><strong>«<em>Il coraggio viene da un rapporto sincero con se stessi e con la coscienza che poi è tutto ciò che veramente esiste, fuori o dentro di noi. Possiamo anche fingere di non saperlo e vedere solo quelle che a me piace chiamare le illusioni materiali, ma questo ci porterà ad insoddisfazioni interminabili accompagnate forse da colpi di testa che, contrariamente alle apparenze, con il coraggio non hanno nulla a che vedere</em>»</strong>.</span></h2>
<div>
<p>A parlare è <strong>Mario Caramel </strong>“padovano di Atene”[...].  Un <strong>tour in Italia</strong> con il suo libro <strong><em>“Pensa con la tua testa”</em></strong> (Ed. &amp;MyBook) ed il duo<strong> MCfp</strong>, lo vedrà impegnato in un ciclo di presentazioni fuori dal comune e… un po’ all’antica..</p>
<h2><a href="http://oltrepensiero.mikronetservice.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=257:pensa-con-la-tua-testa-non-e-poi-cosi-difficile-&amp;catid=50:libri&amp;Itemid=69" target="_blank"><span style="color: #000000;">Leggi l&#8217;articolo</span></a></h2>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/04/articolo-su-oltrepensiero/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sulla Strada</title>
		<link>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/03/sulla-strada/</link>
		<comments>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/03/sulla-strada/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 17:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MarioCaramel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[duo]]></category>
		<category><![CDATA[MCfp]]></category>
		<category><![CDATA[pensa con la tua testa]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri e musica]]></category>
		<category><![CDATA[sax]]></category>
		<category><![CDATA[strada]]></category>
		<category><![CDATA[trombone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensaconlatuatesta.com/?p=685</guid>
		<description><![CDATA[17 Settembre Palazzo Legari &#8211; Alessano
25 Settembre Caffè del Conte &#8211; Cerignola
Clicca qui sotto per ascoltare:
Summertime is Here
Attica&#8217;s Blue Sky
The Ants
FotoMusic 
Influence




- il sax ed il trombone spesso accompagnati da basi elettroniche in un insolito e sorprendente duo di fiati, esprimono una musica coinvolgente e profonda ma anche divertente spesso evocatrice di ritmi mediterranei e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">17 Settembre Palazzo Legari &#8211; Alessano</span></span></h1>
<h1><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">25 Settembre Caffè del Conte &#8211; Cerignola</span></span></h1>
<p>Clicca qui sotto per ascoltare:</p>
<h2><a href="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/03/Summertime-is-Here.mp3" target="_blank"><span style="color: #000000;">Summertime is Here</span></a></h2>
<h2><a href="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/03/Atticas-Blue-Sky.mp3" target="_blank"><span style="color: #000000;">Attica&#8217;s Blue Sky</span></a></h2>
<h2><a href="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2009/12/Terra-ants.mov" target="_blank"><span style="color: #000000;">The Ants</span></a></h2>
<h2><a href="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/03/Foto.mov" target="_blank"><span style="color: #000000;">FotoMusic</span></a><span style="color: #000000;"> </span></h2>
<h2><a href="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/02/Influence.mp3" target="_blank"><span style="color: #000000;">Influence</span></a></h2>
<h2></h2>
<h2><span style="font-weight: normal;"><a href="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/03/La-Galleria-Cefalù-29.-e1270564865309.jpg"><img class="size-large wp-image-741 aligncenter" title="La Galleria Cefalù 29." src="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/03/La-Galleria-Cefalù-29.-e1270564865309-1024x970.jpg" alt="" width="517" height="489" /></a></span></h2>
<h2><span style="font-weight: normal;"><br />
</span></h2>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">- il sax ed il trombone spesso accompagnati da basi elettroniche in un insolito e sorprendente duo di fiati, esprimono una musica coinvolgente e profonda ma anche divertente spesso evocatrice di ritmi mediterranei e caraibici. Tutte le musiche sono composte da Felicia e Mario che oggi sono sulla strada per promuovere il libro -</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Lo spettacolo consiste in composizioni per sassofono e trombone scritte appositamente per raccontare la storia del romanzo e può durare da una a due ore. </span></span></span></span><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">La lettura di qualche brano del racconto verrà accompagnata dagli strumenti a fiato, improvvisazioni jazzistiche in duo acustico o accompagnate dal groove delle basi elettroniche</span>.</span></span></span></h3>
<p><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;">Il duo MCfp è formato da Felicia Y. Porter al trombone e da Mario Caramel al sax tenore.</span></span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;">Originaria di Chicago, Felicia suona il trombone dall’età di nove anni, ha studiato a Madison, Chicago e Boston. </span></span></span><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;">Mario Caramel è l’autore del romanzo, suona sax e chitarra sin da ragazzo e ha studiato composizione ad Atene dove vive</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;">.</span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Per le presentazioni del libro Pensa con la tua Testa con il duo sax e trombone MCfp MusicaCosmicaFiatiePensieri nel tuo locale, libreria o caffè letterario contattaci qui</span></span></span></h3>
<h3>Mob 3451391232</h3>
<h3>MobGr +306944280749</h3>
<h3>email mario.caramel@gmail.com</h3>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/03/sulla-strada/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/03/March-2010-Demo-Vid.mov" length="5856334" type="video/quicktime" />
<enclosure url="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/03/Marzo-2010-Demo-Video.mov" length="5849285" type="video/quicktime" />
<enclosure url="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/03/Foto.mov" length="5029594" type="video/quicktime" />
<enclosure url="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/03/Summertime-is-Here.mp3" length="1807280" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2009/12/Terra-ants.mov" length="4133259" type="video/quicktime" />
<enclosure url="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/03/There-is-Only-Blues.mp3" length="1283995" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/03/G-Song.mp3" length="2582594" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/03/Atticas-Blue-Sky.mp3" length="2236942" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/02/Influence.mp3" length="4184213" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Tutto è Numero &#8211; Tratto dal romanzo Pensa con la tua Testa</title>
		<link>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/02/558/</link>
		<comments>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/02/558/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 10:16:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MarioCaramel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[aria]]></category>
		<category><![CDATA[atene]]></category>
		<category><![CDATA[azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[barca]]></category>
		<category><![CDATA[Capitan Marco]]></category>
		<category><![CDATA[cemento]]></category>
		<category><![CDATA[cielo]]></category>
		<category><![CDATA[cifra]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[essenza]]></category>
		<category><![CDATA[esseresintesi]]></category>
		<category><![CDATA[filosofare]]></category>
		<category><![CDATA[filosofi]]></category>
		<category><![CDATA[fiume]]></category>
		<category><![CDATA[grecia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[marinai]]></category>
		<category><![CDATA[milioni]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[nove]]></category>
		<category><![CDATA[numeri]]></category>
		<category><![CDATA[numero]]></category>
		<category><![CDATA[oceani]]></category>
		<category><![CDATA[quattro]]></category>
		<category><![CDATA[Socrate]]></category>
		<category><![CDATA[traffico]]></category>
		<category><![CDATA[turisti]]></category>
		<category><![CDATA[Uno]]></category>
		<category><![CDATA[vela]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[zero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/02/558/</guid>
		<description><![CDATA[Capitan Marco ad Atene 1998 &#8211; 2007
Nulla è fuori della portata di chi sa contare fino a nove. Leggo una storia che parla del fiume presso il quale Socrate discuteva coi suoi allievi. Atene però faccio fatica a riconoscerla, di fiumi poi, neanche l’ombra. Eppure sento qualcosa di molto particolare in questa città, ma sembra sommerso dalla giungla di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Capitan Marco ad Atene 1998 &#8211; 2007</span></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Nulla è fuori della portata di chi sa contare fino a nove. Leggo una storia che parla del fiume presso il quale Socrate discuteva coi suoi allievi. Atene però faccio fatica a riconoscerla, di fiumi poi, neanche l’ombra. Eppure sento qualcosa di molto particolare in questa città, ma sembra sommerso dalla giungla di cemento, lo smog e il traffico maleducato, così maleducato che spesso copre tutto.[...] sento che questo è il posto giusto pe</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">r continuare la mia crescita, c’è qualcosa che devo imparare qui!</span></span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Ora che vivo sulla terraferma, penso molto a cosa significa essere un uomo di mare. La prima cosa che mi viene in mente è la versatilità, ho dovuto imparare di tutto in questi anni e allora cos’altro potrei fare se volessi smettere di portare i turisti in barca a vela? Ho pensato molto ai marinai del passato:</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Guerrieri? No, non fa certo per me. Almeno per ora, visto che nessuno sta fisicamente attaccando i miei cari.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Pescatori? Un’arte che mi affascina, base della marineria. Ma io non posso, non riesco più ad uccidere i pesci, ho già dato. Oggi sono vegetariano e preferisco trovare qualcos’altro da fare, almeno finché è possibile.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Contrabbandieri? Sinceramente l’idea in sé non mi disturba troppo, ma se poi ci penso, cosa dovrei trasportare? Rifiuti tossici? O ancor peggio, persone disperate in fuga da realtà tragiche, spesso provocate proprio dal nostro sistema? Non posso neanche pensarci!</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Commercianti mediatori tra diverse culture? Sì, questo sono io. Un mediatore tra le culture: quando negli Anni Ottanta portavo un turista europeo in vacanza in posti lontani aiutandolo a capirne le regole e ad apprezzarne le usanze, i cibi, la musica, ero un mediatore, aiutavo le persone di culture diverse a comunicare.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Questa definizione mi piace, l’accetto e faccio mia: quando smetterò di navigare diventerò un mediatore! Ed eccomi qua, rappresentante esclusivo in Grecia per un colorificio olandese che produce pittura antivegetativa, quella con cui si colora la carena contro la crescita di vegetazione che rallenterebbe il cammino della barca. La mia antivegetativa è la prima al mondo a rispettare l’ambiente marino pur garantendo una carena perfettamente pulita. Questo fatto mi fa sentire ancora meglio, uso il messaggio ecologico per la pubblicità e mi piace tantissimo. Purtroppo però non piace assolutamente ai miei potenziali clienti: “L’antivegetativa per essere buona dev’essere velenosa!” – dicono, ma io non mi lascio intimidire dalle prime difficoltà, sono determinato, so di essere sulla giusta rotta, so che ce la farò. Ho attraversato tanti oceani, attraverserò anche questo oceano di ignorante indifferenza. C’è anche un altro motivo per cui mi trovo qui: ho deciso di dare ascolto a chi durante tutta la vita mi ha fatto sentire in colpa per avere la “fortuna” di navigare: “Ah tu che fai la bella vita in barca a vela in giro per gli oceani, cosa ne sai dei problemi che abbiamo noi che siamo qui a farci il culo?”. Mi son sentito dire tante volte. Io non c’ho mai fatto caso, o almeno così credevo, ma purtroppo il seme dell’insicurezza dà i suoi frutti anche nei terreni più aridi.</span></span></h3>
<h2><span style="font-weight: normal;"></p>
<h3><span style="font-size: 20px;"><span id="more-558"></span></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"></p>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"><br />
</span></span></h3>
<p></span><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"> </span></span></span></h2>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Eccomi qui a lavorare in qualcosa che non sia anche un piacere o una passione, come se soffrire fosse condizione “sine qua non” per potersi considerare una persona per bene. [...] Ho un negozio in centro ad Atene e anche un socio, [...] crede che presto crollerò e gli lascerò tutto, anche lui mi considera fortunato per la vita vissuta in mare, pensa che non ce la farò a resistere. Intanto parla sempre di milioni di dracme. Sento parlare continuamente di numeri, migliaia, milioni, sembra che a certe persone provochi un piacere particolare parlare di numeri grossi con tante cifre e tanti zeri. Adesso nessuno mi può più dire che non mi faccio il culo. Non che andare per mare fosse facile! Ma come glielo spieghi? Vivo in una piccola casa di quelle che i greci costruivano al loro arrivo nella capitale dalle isole o dalle campagne. Un cubo col tetto a terrazza e una vite americana che dovrebbe fare ombra, due stanze, solo pianterreno. Bagno e cucina sono fuori nel cortile, naturalmente circondato dai palazzi. Tutti possono affacciarsi alla finestra e vedere se lo straniero, io, sta cucinando o se è in bagno o cos’altro stia facendo. Ma il signor Kostas, il padrone di casa, proprietario anche del mio negozio, è una persona adorabile, sono felice di stare qui e l’affitto è bassissimo. Nei mesi caldi la casa è un forno nel vero senso della parola. Compro il pane fresco, lo appoggio sul tavolo, poi esco in cortile a preparare da mangiare e poco più tardi, quando rientro, il pane è già duro, biscottato dal caldo torrido. Non so quanto mi fermerò ad Atene, per questo adotto un comportamento minimalista, anche aiutato dalle letture dei filosofi antichi o forse più semplicemente dagli scarsi guadagni. Ho una sola pentola, una caffettiera e un fornelletto, il wc in una cabina in cortile e la doccia è un tubo di gomma. Quando fa molto caldo, ho notato che i miei anziani vicini si siedono al balcone avvolti in lenzuola umide, così faccio anch’io la stessa cosa, bagno il lenzuolo e chiacchiero con il ventilatore che lo tiene fresco. Presto diviene il mio migliore amico, per lunghi periodi il mio unico interlocutore al di fuori del lavoro. A volte mi risponde con un cigolio che scambio per risposta profonda alle mie dissertazioni, spesso lamenti inutili di un uomo disperato alla ricerca di se stesso.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">– Ma dov’è quel fiume? – mi chiedo ad alta voce.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">– Cosa vuoi, sarà sommerso nel cemento o rinsecchito sulle montagne bruciate dagli incendi dolosi che generano altro cemento! – mi dice il socio col tono superiore da persona concreta che pensa sempre ai soldi e si sente nel giusto per questo, anche se in realtà combina ben poco.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">L’Ilissos già duemila anni fa era poco più di un ruscello che scorreva a sud della capitale. Decido di andarlo a cercare visto che fuori c’è un po’ di vento e in casa invece il caldo ti impedisce anche di pensare. Alle sei e mezza del pomeriggio, dopo una doccia veloce con la gomma in giardino, parto alla ricerca del fiume di Socrate. Mentre cerco di raggiungere la zona che credo essere quella descritta sul libro, mi trovo più volte ad interagire coi tipici abitanti delle città caotiche, stressati dal traffico e dai debiti e come se non bastasse, pieni di caffé e sigarette[...] Ad un certo punto non so più dove mi trovo, ma vedo un buco tra le auto parcheggiate caoticamente, mi fermo e ci lascio la macchina infuocata dal caldo con tutte le finestre aperte e le chiavi su. Confuso, lancio uno sguardo al nome della via per ritrovarla più tardi: “Omirou”. Mi incammino nel caldo della città pensando che è un buon segno lasciare la macchina in una via dedicata ad Omero. I marciapiedi sono impraticabili, occupati dai motorini parcheggiati o semplicemente troppo sporchi per camminarci sopra. I palazzi intorno, opprimenti. Attraverso una strada, il traffico, i claxon, ancora un vicolo, ancora sporco. Da due anni in questa giungla di cemento sporco, io, un marinaio abituato all’aria di mare, mi sento perso nella spazzatura! Il peso della solitudine mi schiaccia al suolo, come se dovessi strisciare ancora più in basso tra i topi e gli scarafaggi. Quella stessa solitudine che vorrei tanto saper apprezzare, oggi mi tortura.[...] Confuso, continuo a camminare tra i vicoli, mi manca l’aria, faccio fatica a respirare. Penso di lasciar perdere, di tornare a casa. – È tutto ridotto uno schifo, non c’è più speranza! – ma non voglio dar ragione al mio socio. Alzo lo sguardo e vedo tra due palazzi un rettangolo di cielo azzurro. Quell’azzurro tipico dell’Attica e dell’Egeo, lo conosco bene io che vengo dal mare. Fa ancora molto caldo. Seguo il colore del cielo dietro un palazzo e improvvisamente&#8230; un po’ d’aria mi rinfresca il viso sudato. Una piccola piazza con del verde si apre davanti a me a forma di rettangolo in dolce salita. Non sento più il traffico, solo il vento sulle foglie di una palma. Fiori bianchi e rossi di una buoganville svolazzano nell’aria di questa piccola oasi, la palma rigogliosa mi accoglie come se fosse la porta di un tempio e dietro a questa, un ulivo in cima alla collinetta sembra il centro del mondo. Credo di sentire un corso d’acqua. Ancora un po’ d’aria mi rinfresca. Passo sotto l’arco creato dalle grandi foglie della palma e cammino verso l’ulivo. Il traffico, lo sporco, la disperazione, sono già spariti dalla mia mente. Non mi importa di essere solo, né mi preoccupa la mia miseria, sento di essere nel posto giusto e di andare nella giusta direzione! Il cielo è azzurro come in mezzo al mare, l’aria è piacevole, il verde dà finalmente un po’ di riposo agli occhi stanchi mentre si sente il suono del vento tra le foglie. Una cicala smette di cantare quando mi avvicino, adesso sento bene, c’è anche dell’acqua che scorre. Avanzo ancora un po’ per trovarla. Salgo la collinetta verso l’ulivo, bellissimo sembra salutarmi con le sue foglie che, ondeggiando al vento, cambiano tonalità di verde. Ma&#8230; un momento! Si muove troppo, qualcuno lo scuote? Non sono solo, qui! Per un attimo credo di ricadere nella confusione quando vedo un uomo con barba e capelli bianchi che mi osserva, la faccia burbera, mentre scuote l’ulivo con fare aggressivo, ma poi&#8230; quattro olive cadono al suolo. Lo sguardo dell’uomo si addolcisce e lentamente si trasforma quasi in un sorriso. Io, stupito e scosso dalla presenza imprevista di quella persona, mi fermo mentre sento un brivido fin sopra i capelli. Guardo l’uomo, magro, avvolto solo in un lenzuolo, la barba bianca lunga. Resto fermo anche quando sento l’istinto di chiedere scusa per il disturbo, ma non dico assolutamente nulla e non mi muovo. “Tetrachtis”, dice lui. Immobile, lo guardo ancora stupito, un po’ per il suo aspetto, tra il clochard e il sofista, un po’ perché non capisco quello che dice, anche se mi mostra quattro dita della mano sinistra. Allora l’uomo raccoglie le olive cadute dall’albero al mio arrivo, me le mostra e dice: – Uno più due più tre più quattro uguale dieci. Sai cos’è l’anima? Tu che vieni da lì? – indica l’angolo della piazzetta da dove mi ha visto arrivare, poi continua – Lo sai cos’è l’anima? – come assumendo che chi viene da lì non sappia dell’esistenza dell’anima – Uno più due più tre più quattro uguale dieci, cioè Uno consapevole! Se hai coscienza di chi sei non hai bisogno di sapere nient’altro! Ma non sono sicuro che tu abbia questa consapevolezza, mi sembri ancora un po’ confuso, vieni, siediti qui, bagnati le la labbra. – mi fa segno di avvicinarmi indicando al suolo un buco con dell’acqua. Sento il suono d’acqua corrente, come se ci fosse un ruscello, ma si vede solo questa piccola pozza rotonda attraversata da qualche bollicina che ne testimonia il continuo movimento. Mi siedo per terra, guardo l’acqua limpida, la tocco: è fredda. Con la mano ne prendo un po’, la porto alla bocca, mi bagno le labbra e il collo. Un brivido di refrigerio mi fa pensare alle montagne dei Balcani in primavera. Non è il fiume che cercavo, ma in quanto a purezza e freschezza, non c’è niente da dire! L’uomo ricomincia a parlare:</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">– Nove è niente. Zero è tutto. Quando conti fino al nove, poi c’è ancora uno e puoi solo aggiungere zero per avere consapevolezza del tuo contare. Cerca lo zero dentro di te, dopodichè, non c’è più alcun bisogno di continuare a contare. – Lo guardo inebetito, non capisco se mi stia prendendo in giro o se faccia sul serio, quello che dice sembra una folle fantasia, che sia una grande verità? Non so cosa dire, lui se ne accorge e mi guarda quasi con compassione. Poi pulisce un pezzettino di terreno con la mano sinistra e con un bastoncino scrive sulla terra: 272 + 272 = &#8230; e mi guarda aspettando una risposta. Velocissimo scrivo con il dito indice: 544 mentre penso che qui non si scappa, la matematica non è un’opinione. Lui sorride come per dire:</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">– Sapevo che avresti fatto questo banale errore. – Io ci penso e ci ripenso, ma non trovo altra soluzione. Allora l’uomo scrive ancora sul terriccio: 272 + 272 = 4 e poi scrive: 272 = 2 cioè 2+7+2 = 11 cioè 1+1 = 2. – Somma le cifre, invece di sommare come fanno i comuni mortali e continua: 2 + 2 = 4, risultato: 272 + 272 = 4, come 544 = 13 = 4.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">È pazzo! – penso io mentre lo guardo diffidente, ma lui mi dà il bastoncino dicendo: – Prova anche tu! Lo puoi fare con qualsiasi numero, li puoi ridurre tutti a una sola cifra e i conti tornano sempre! [...] Prova e vedrai! Niente è fuori della tua portata se sai sintetizzarlo e vederlo come una sola cifra! Niente è più grande di te. Quello che importa è l’essenza. – dice indicando nella pozza l’acqua fresca – Non il superfluo che c’è intorno” e alza le braccia come ad indicare la città di cemento. Proprio in quel momento sento il rombo di un motorino senza marmitta che passa in una strada vicina e mi ricordo dove mi trovo. L’uomo è già altrove, ancora seduto davanti a me, ma assente, fa un cenno con la mano come se si stesse allontanando ancora di più. La nostra conversazione è finita, non c’è altro da dire. Resto ancora un po’ seduto, osservo l’acqua e rivedo le montagne innevate. L’uomo davanti a me, immobile, sembra non esserci più. Sento ancora una moto passare, inseguita da un claxon aggressivo. Capisco che è ora di andare. Mi alzo cercando di non far rumore, come per non svegliarlo, ma mi rendo conto che nulla può distogliere quest’uomo dalla sua estasi. Accenno un debole inchino mentre mi allontano giù dalla collinetta. Passando vicino alla palma vedo alcuni passeri sfrecciare veloci, saluto anche loro con un movimento del busto in avanti e, dando un ultimo sguardo veloce a quella piccola oasi, continuo a scendere[...] Un attimo dopo, sono di nuovo perso nel cemento ma, distratto dall’incontro appena avvenuto con quell’uomo, e da ciò che mi ha detto, non faccio molto caso allo sporco, né al rumore del traffico e tanto meno mi accorgo che non so più dove mi trovo né dove sia la macchina. Questi vicoli ora sono diversi, come se avessero perso il potere di opprimermi. Cammino un po’ a caso, senza tanto mettere a fuoco la bruttezza che mi circonda o le persone che incrociano il mio passaggio. Dopo circa una decina di minuti di questo vagare, guardo le macchine parcheggiate e mi sembra di vedere anche la mia poco più avanti, leggo la tabella col nome della via: “Omirou”. La macchina è lì, aperta, con le chiavi su, come l’avevo lasciata;[...]</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Ancora pochi minuti e sono avvolto nel lenzuolo di fronte al ventilatore. Non so neanche se ci sono andato davvero a cercare il fiume. Penso ai numeri e a quell’acqua freschissima. Penso alla sintesi del ridurre tutto ad una sola cifra. Ci provo ancora e mi rendo conto che è proprio vero, se sommi le cifre di un numero di qualsiasi grandezza, ottieni una sola cifra che gli corrisponde e, quando vai a verificare, i conti tornano sempre. Forse quel tipo aveva ragione. È tutto più semplice di quanto sembra e non è il caso di farsi prendere dal panico. Mai! Niente è troppo difficile o troppo complesso se manteniamo la calma e sappiamo sintetizzarlo alla sua essenza, perché, come dice lui, quest’ultima non sarà mai più grande di un numero ad una sola cifra dall’uno al nove. Il traffico, che troppo spesso mi aveva oppresso e anche impaurito, adesso non era stato un problema perché l’avevo guardato con distacco, come dall’alto, senza la paura di perdermi. Non più un milione di automobili e motorini, centomila taxi e autobus che mi confondevano, offendevano o prevaricavano.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Ancora una volta sta a me scegliere: se lasciarmi schiacciare dai grandi numeri per ritrovarmi al livello di topi e scarafaggi, magari ad ingannare i miei stessi compagni, o se elevarmi con i numeri ad una sola cifra verso l’essenza dell’essere e vedere il traffico e tutto il mondo dall’alto mentre raggiungo le mie mete come dal mare.[...]</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">La mia vita ad Atene non è più la stessa, sento la presenza del mare e del cielo azzurro anche quando non li posso vedere, incontro persone di tutti i tipi tra cui alcuni diventano cari amici. Questo per me è un posto sincero, è quello che vedi, la gioia di filosofare seduti per ore in una piazzetta ventilata e le incazzature più bestiali se solo provi a voler pianificare, è la musica, il teatro ma anche il traffico, lo smog, le proteste di piazza. L’ho sentita definire una metropoli fatta a mano e credo che lo sia in buona parte. Un posto che non si nasconde dietro le regole, che quasi non ha una falsa facciata pulita, [...] e ogni volta che guardi l’Acropoli sembra aver recuperato un altro pezzo della sua antica bellezza.</span></span></h3>
<p><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"> Mario Caramel</span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/02/558/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.pensaconlatuatesta.com/wp-content/uploads/2010/02/Influence.mp3" length="4184213" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Il Segreto dei Grandi</title>
		<link>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/02/il-segreto-dei-grandi/</link>
		<comments>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/02/il-segreto-dei-grandi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 12:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MarioCaramel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[artista]]></category>
		<category><![CDATA[artisti]]></category>
		<category><![CDATA[brava]]></category>
		<category><![CDATA[dubbi]]></category>
		<category><![CDATA[esercizio]]></category>
		<category><![CDATA[famoso]]></category>
		<category><![CDATA[Grandi]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[maestro]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[musicisti]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[persona]]></category>
		<category><![CDATA[presente]]></category>
		<category><![CDATA[programmi]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Segreto]]></category>
		<category><![CDATA[stessi]]></category>
		<category><![CDATA[studente]]></category>
		<category><![CDATA[studiare]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[successo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensaconlatuatesta.com/?p=496</guid>
		<description><![CDATA[Al giorno d&#8217;oggi non ci sono dubbi, se vogliamo imparare la musica, per esempio, possiamo trovare la scuola che fa per noi e apprendere come suonare i diversi stili, basterà iscriversi alla scuola giusta, ammesso di poterselo permettere economicamente e di aver voglia di studiare. Il risultato è che ci sono sempre più musicisti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Al giorno d&#8217;oggi non ci sono dubbi, se vogliamo imparare la musica, per esempio, possiamo trovare la scuola che fa per noi e apprendere come suonare i diversi stili, basterà iscriversi alla scuola giusta, ammesso di poterselo permettere economicamente e di aver voglia di studiare. Il risultato è che ci sono sempre più musicisti di buon livello tecnico e la loro età media è sempre più bassa, questo grazie specialmente ai programmi delle diverse scuole che sono stati, senza dubbio, preparati scrupolosamente. Ma perchè allora, tra i tanti musicisti tecnicamente ben preparati, sono sempre pochi, forse pochissimi i veri artisti, quelli che hanno qualcosa da dire con la loro musica e che hanno un linguaggio proprio?  Credo che ci siano diverse cause, non ultima quella che molti insegnanti di musica fanno quel mestiere per ripiego e non per passione, questo non aiuta certo lo studente a capire i segreti dell&#8217;artista. Ho già detto però che credo nei programmi di studio dei conservatori, dobbiamo imparare a controllare lo strumento, conoscerne le possibilità espressive basiche come gli effetti speciali. Dobbiamo anche conoscere le regole della musica, suoni, ritmi, scale e accordi di ogni tipo per il semplice motivo che vogliamo andare oltre quelle stesse regole e  non c&#8217;è alcun dubbio che il modo migliore per farlo sia quello di conoscerle molto bene.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Per quanto mi riguarda credevo di non aver bisogno di un maestro per imparare le regole, le trovi ovunque, basta ascoltare attentamente i dischi e se vogliamo dei libri sull&#8217;argomento, ci sono anche troppe pubblicazioni in giro, ma poi ho capito che un buon maestro può aiutarci proprio nella scelta del materiale da seguire a fronte di una marea di pubblicazioni che potrebbero confondere le idee di uno studente scrupoloso. Fatto sta che a quarantaquattro anni sono tornato a scuola dove, oltre ai programmi di studio, mi sono stati insegnati tanti preziosi piccoli segreti. Il lavoro comunque lo dobbiamo pur sempre fare da soli con lo strumento e suonando con i nostri compagni di avventura. Ma cos&#8217;altro ci vuole? Qual&#8217;è il segreto dei Grandi? Chi mi conosce sa già dove voglio arrivare! Innanzitutto specifichiamo chi sono i Grandi di cui parlo: beh direi quei musicisti che anche dopo il successo hanno continuato a crescere e a stupirci.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Per essere come loro credo che ci voglia un buon rapporto con se stessi, che si debba essere in grado di chiedersi: Sto facendo del mio meglio? Mi esercito abbastanza? e come lo faccio? studio tutti i giorni? E quante ore passo a studiare veramente, quante invece a dire a me stesso che sto studiando mentre, con lo strumento in mano guardo la bacheca di facebook, per esempio? E poi quando suono, cerco di ascoltare me ei miei compagni e di usare il mio orecchio, o faccio tutto razionalmente? La mia è musica o solo regole messe insieme? &#8211;  Qui sotto ho scaricato due interviste che secondo me possono tornare molto utili a chi vuole imparare e non smettere mai di crescere e a chi vuole avere un suo linguaggio con cui esprimere la propria anima invece di imitare gli altri per quanto bravi questi ultimi possano essere.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Sonny Rollins dice: &#8211; Credo nello spirito della musica e credo nel migliorarsi, nell&#8217;impegnarsi ad essere una &#8220;brava persona&#8221;, e così sono ancora qui a studiare tutti i giorni, cercando di raggiungere quello che è ancora il mio sogno di come vorrei suonare. Forse è questo che si sente nella mia musica! &#8211;  Ecco un grande musicista, un Gigante direi che ci stupisce per la sua umiltà e dedizione a migliorarsi. Ed eccone subito un altro: Pietro Tonolo dice di essere passato dal violino al sax perchè quest&#8217;ultimo lo sentiva di più, ammette di studiare tutti i giorni, anzi che forse il mestiere del musicista consiste proprio nello studiare, ma nello studiare con passione e coinvolgimento. Questo è un altro grande segreto! E infatti Pietro Tonolo è un musicista completo che può suonare di tutto e imitare ogni stile alla perfezione, ma che quando improvvisa, lo fa sempre usando un suo linguaggio che forse è proprio il risultato del suo impegno ad essere una &#8220;brava persona&#8221; che si dedica con passione ed onestà allo studio nonostante sia già famoso ed abbia milioni di ammiratori e ammiratrici in tutto il mondo.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Allora forse più che nell&#8217;imitare lo stile musicale dei grandi, pur essendo questo sempre un buonissimo esercizio, il segreto sta nell&#8217;imitare il loro approccio alla musica e anche alla vita a livello più generale, cercare di essere delle &#8220;brave persone&#8221; come di essere Presenti, con la P maiuscola, alle nostre stesse sessioni di studio.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Vi lascio alle interviste che ho preso in prestito da UmbriaJazz e che riguardo spesso quando sento il bisogno del consiglio di un maestro. La prima è in inglese, ma la seconda è in italiano e il terzo video è un bellissimo brano da un concerto di Pietro Tonolo con Sandro Gibellini.</span></span></h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/vMBK6hEqfBY&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/vMBK6hEqfBY&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0mwiOK6l7GM&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/0mwiOK6l7GM&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/WPXnwGLY9gU&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/WPXnwGLY9gU&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/02/il-segreto-dei-grandi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cesar Carrion Artista in Costante Evoluzione</title>
		<link>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/02/cesar-carrion-artista-in-costante-evoluzione/</link>
		<comments>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/02/cesar-carrion-artista-in-costante-evoluzione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 06:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MarioCaramel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[adriatico]]></category>
		<category><![CDATA[artista]]></category>
		<category><![CDATA[atene]]></category>
		<category><![CDATA[camminata]]></category>
		<category><![CDATA[cesar]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[gelo]]></category>
		<category><![CDATA[gennaio]]></category>
		<category><![CDATA[grecia]]></category>
		<category><![CDATA[itaca]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[marinaio]]></category>
		<category><![CDATA[nave]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>
		<category><![CDATA[pensa]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[piedi]]></category>
		<category><![CDATA[spiaggia]]></category>
		<category><![CDATA[testa]]></category>
		<category><![CDATA[ulisse]]></category>
		<category><![CDATA[vento]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensaconlatuatesta.com/?p=434</guid>
		<description><![CDATA[
Fine Gennaio 2004 avevo fatto un Natale lungo in Italia a casa con i miei, mi ero fermato un po&#8217; troppo, ma poi finalmente partii per Ancona e mi imbarcai sul traghetto per Patrasso. Un viaggio che già conoscevo bene e che continuo a fare più volte l&#8217;anno come molti degli italiani ed europei che vivono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zecarrion.tk/" target="_blank"><img src="http://i141.photobucket.com/albums/r48/composerchick/imgp5914.jpg" alt="null" /></a></p>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Fine Gennaio 2004 avevo fatto un Natale lungo in Italia a casa con i miei, mi ero fermato un po&#8217; troppo, ma poi finalmente partii per Ancona e mi imbarcai sul traghetto per Patrasso. Un viaggio che già conoscevo bene e che continuo a fare più volte l&#8217;anno come molti degli italiani ed europei che vivono in Grecia.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Brutto tempo quella sera, ventaccio da nordest sull&#8217;Adriatico e in più la partita di calcio, non so bene di quale campionato, comunque un evento internazionale molto importante. Il mio passato in mare mi impedisce di dormire in tali condizioni, lo so che gli addetti ai lavori conoscono il loro mestiere, con quel vento attraversano subito l&#8217;Adriatico per andarsi a ridossare sotto le coste della Dalmazia e poi scendono fino a Corfù in mare calmo con il vento che viene da terra. Buonissima strategia di navigazione, ma la partita di calcio, dove la mettiamo?</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Insomma quella sera non mi fidavo e passai la notte in coperta a controllare l&#8217;ufficiale di guardia. Lui nella bella cabina di pilotaggio al calduccio e io fuori, con la mia giacca impermeabile, guanti e cappello, sotto la pioggia e il vento forte di fine Gennaio. Lo osservavo, sembravo un maniaco. Non volevo che mollasse tutto per andare a vedere la partita. Era successo proprio qualche mese prima, un traghetto si era schiantato su uno scoglio per colpa dei mondiali di calcio.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Comunque quell&#8217;ufficiale non si era mosso, aveva fatto bene il suo mestiere, e verso mattina quando già navigavamo in acque calme a ridosso dell&#8217;Albania, capii che ero stressato, stavo attraversando un periodaccio, finalmente andai a dormire.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Al mio risveglio guardai fuori, l&#8217;ho già detto, conosco quel percorso a memoria, si è già capito, ho una grande considerazione della mia esperienza di navigatore, già lo so, sono un po&#8217; ridicolo, ma in mare non mi fido di nessuno, guardai fuori e capii subito dove eravamo. Stavamo entrando nel canale tra Levkas e Itaka,  ormai in Grecia, mancava solo l&#8217;ultimo tratto tra le belle isole ioniche e poi la baia di Patrasso. Passeggiai per i saloni della nave, il self-service, il bar fumoso, il casinò.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">La gente si svegliava dopo la notte di mare mosso, molti camionisti abituati al viaggio, qualche rappresentante, pochi turisti greci che rientravano da una lunga vacanza, tutti parlavano ad alta voce e fumavano come dei turchi. Passai da un corridoio dove c&#8217;era attaccata al muro una carta dell&#8217;Adriatico e dello Ionio, una coppia di giovani la stava guardando attentamente.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Carini neanche ventenni, lei piccola piccola e dalla pelle molto scura, ma con i capelli lisci, chiaramente di origine indiana, lui invece europeo, un giovane spagnolo alto e dinoccolato con un bel sorriso intelligente. Passando mi accorsi che la ragazza indicava la carta nautica, aveva il dito proprio su Itaca e disse al suo amico: &#8211; Siamo qui! -</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Mi fermai e dissi: &#8211; Brava è giusto, siamo davanti a Itaca, l&#8217;isola di Ulisse. -</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Lei mi sorrise, ma di Ulisse non aveva mai sentito parlare, lui invece fece un&#8217;esclamazione di giubilo e si presentò: &#8211; Piacere io sono Cesar e lei è Charù &#8211; mi fece in tono molto simpatico e con quel bel sorriso. Sembravano molto stanchi, un po&#8217; sporchi, dovevano aver dormito per terra da qualche parte sulla nave, mi presentai anch&#8217;io:</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">- Piacere Mario o Ciccio come volete. Posso offrirvi un caffè o una pasta? -</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Ancora il sorriso intelligente di Cesar rispose senza parole, ci sedemmo ad un tavolino e finimmo per ordinare una colazione abbondante per tre.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">- Dove andate? Siete in vacanza? &#8211; Chiesi curioso perchè in quella stagione non è normale incontrare turisti, forse erano anche loro residenti in Grecia?</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Ricordo che era l&#8217;inizio del 2004, eravamo tutti in guerra per il petrolio, non l&#8217;America o l&#8217;Inghilterra, tutti, facciamo parte della stessa macchina da guerra anche noi, abbiamo solo un ruolo diverso, quello dei buoni, ma è inutile dar sempre la colpa agli altri, siamo coinvolti come loro. Comunque la risposta di Cesar mi lasciò di stucco: &#8211; Andiamo a fare una camminata, da Patrasso ad Atene a piedi come gli antichi. -</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">La ragazza sorrise tutta contenta: &#8211; Basta con questo petrolio. A piedi !  -</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Restai a bocca aperta, quei due giovani diciottenni davano una lezione al mondo e non facevano neanche pubblicità all&#8217;impresa. &#8211; E per dormire, andrete in albergo? &#8211; Chiesi curioso, ma Cesar rispose subito: &#8211; No, abbiamo la tenda e i sacchi a pelo, dormiremo in spiaggia. -</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Guardai fuori, si vedeva già la costa vicino a Patrasso, tutto era coperto di neve,  poi guardai la giovane coppia e pensai che dovevano essere ben attrezzati con i sacchi a pelo da montagna e cose del genere perchè faceva tanto freddo per dormire in spiaggia. Pagai la colazione e diedi il mio numero di telefono a Cesar:      - Se avete bisogno di qualcosa chiamatemi e quando arrivate ad Atene, se volete, venite a farvi una doccia a casa mia. Bravi mi piace molto l&#8217;idea della camminata da Patrasso ad Atene. E&#8217; stato un grande piacere conoscervi, ciao. -</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Mi alzai per andare a preparare la mia roba e raggiungere il garage della nave dove si trovava la mia macchina. I due mi ringraziarono  per la colazione e poi mi abbracciarono come se fossimo già veri amici, ed era proprio così, quei due giovani che potevano essere i miei figli e che non avevo mai visto prima, erano molto più vicini a me di tanta gente della mia età che conoscevo da anni. Lungo la strada per raggiungere Atene  pensai più volte a loro, tutto era ghiacciato o coperto di neve: &#8211; Dormire in spiaggia con questo gelo, mah! -</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Quei due dovevano essere ben equipaggiati con delle moderne attrezzature da montagna, poi mi distrassi pensando a tutto quello che avevo da fare ad Atene. Arrivai a casa e ripresi la mia vita metropolitana, solo di nome perchè di fatto io vivo come se fossi in un paesino, limoni e aranci nel piccolo giardino, le mie piante medicinali in terrazza, dall&#8217;aloe vera ai peperoncini piccanti e il resto viene da dentro, potrei essere ovunque. Bè ovunque ci sia una connessione  con la rete, perchè devo pur sempre lavorare.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Passarono quaranta giorni, poi una sera chiamarono Cesar  e Charù, erano arrivati, mi aspettavano seduti vicino all&#8217;Acropoli. Corsi a prenderli, li portai a casa, avevano camminato per quaranta giorni, dormito in spiaggia abbracciati nello stesso sacco a pelo con il ghiaccio nei capelli, lo vidi era un sacco a pelo estivo, una presa in giro, niente attrezzatura costosa. Avevano conosciuto la Grecia che pochi turisti conoscono. La gente del luogo, vedendoli passare a piedi, li aveva invitati a casa, offerto loro da mangiare e regalato dolci e frutta.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Ora non racconterò tutta la loro storia perchè sarebbe troppo lunga, comunque Charù aveva 20 anni, era nata a Calcutta e poi trapiantata in Europa attraverso dolori e vicissitudini. Cesar invece, più giovane di un anno, era nato a Madrid e studiava  pittura all&#8217;accademia delle belle arti. Si fermarono a casa mia per un paio di mesi. Mi aiutarono a fare la manutenzione di una bella barca che avevo in gestione, impararono molto del mestiere del marinaio. Mi colpì quella sete di apprendere che entrambi avevano, e certo, imparavano perchè lo volevano.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Un giorno andammo a vedere un concerto di chitarra spagnola in un conservatorio nel centro di Atene.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Vivere con Cesar e Charù mi ispirò così tanto che finii per iscrivermi a quello stesso conservatorio che frequentai poi per cinque anni a tempo pieno, nuovamente partecipe della capitale in cui vivo.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Ho raccontato questa storia perchè oggi vorrei presentarvi </span></span></span></span><a style="color: #006699;" href="http://www.zecarrion.tk/" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Cesar</span></span></span></span></span></span></span></a><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"> un artista in costante evoluzione, uno che ci crede</span></span></span></span></h3>
<p><a style="color: #006699;" href="http://www.zecarrion.tk/" target="_blank">Clicca qui per vedere le sue opere</a> Mario Caramel</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/02/cesar-carrion-artista-in-costante-evoluzione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>It Don&#8217;t Mean a Thing if&#8230;</title>
		<link>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/01/it-dont-mean-a-thing-if/</link>
		<comments>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/01/it-dont-mean-a-thing-if/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 11:58:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MarioCaramel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[artista]]></category>
		<category><![CDATA[brano]]></category>
		<category><![CDATA[musicale]]></category>
		<category><![CDATA[swing]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensaconlatuatesta.com/?p=418</guid>
		<description><![CDATA[It Don&#8217;t Mean a Thing if it Ain&#8217;t Got That Swing
 

Non Significa Nulla se Non c&#8217;è Quello Swing

&#8220;Nel gergo musicale &#8220;avere swing&#8221; o &#8220;swingare&#8221; significa essere musicalmente espressivi e comunicativi: in questo senso lo swing può essere la caratteristica di un brano, di una formazione o di un singolo artista.  L&#8217;opposto (non avere swing) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #000000;">It Don&#8217;t Mean a Thing if it Ain&#8217;t Got That Swing</span></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<h2><span style="color: #000000;">Non Significa Nulla se Non c&#8217;è Quello Swing</span></h2>
<p></strong></p>
<h2><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">&#8220;Nel gergo musicale &#8220;avere swing&#8221; o &#8220;swingare&#8221; significa essere musicalmente espressivi e comunicativi: in questo senso lo swing può essere la caratteristica di un brano, di una formazione o di un singolo artista.  L&#8217;opposto (non avere swing) è considerato un grandissimo difetto.&#8221; -Wikipedia Jazz Portal</span></span></h2>
<h2><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Possiamo applicare la stessa regola anche nella vita? In quale modo?</span></span></h2>
<h2><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Condividi la tua opinione nello spazio commenti </span></span><a style="color: #006699;" href="http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/01/it-dont-mean-a-thing-if/"><span style="color: #006699;"><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;"> qui sotto!</span></span></span></a></h2>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="445" height="364" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/lMFIejZgJSM&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="445" height="364" src="http://www.youtube.com/v/lMFIejZgJSM&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensaconlatuatesta.com/2010/01/it-dont-mean-a-thing-if/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
