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Erdal Kaptan – dal romanzo Pensa con la tua testa

Erdal Kaptan, pescatore solitario nato e cresciuto in Turchia, passò tutta la vita tra il mercato del pesce del suo villaggio e le baie del golfo antistante. Dieci miglia quadrate di cui conosceva tutto, i venti, i fondali, i pesci, gli uomini, Erdal conosceva quel pezzo di mare alla perfezione. Ma parlando con lui anche brevemente, diveniva subito chiaro che conosceva molto di più di quel ristretto golfo di natura meravigliosa in cui era vissuto. Aveva una memoria di ferro e un intuito da far invidia a chiunque. La sua opinione, su qualsiasi argomento, era sempre molto personale, diversa da quella della maggior parte degli altri pescatori o dalla maggior parte dei sui connazionali, un’opinione  che poteva sembrare una grande verità o una folle fantasia . Pescava da solo, di notte, nelle acque calme del golfo dove c’è quasi sempre bonaccia per molte ore dopo il tramonto. Usava un metodo difficile, il palamite da roccia, un sottile filo di nylon lungo un centinaio di metri con un amo ogni centocinquanta centimetri. Lo stendeva sui fondali rocciosi ad almeno venti metri di profondità, vicino alle tane di cernie e dentici che avessero superato il peso minimo di un chilo. Una pesca mirata ai soli pesci da scoglio di prima qualità e di buone dimensioni che presentava molte difficoltà e per questo era praticata da pochi. Le cernie, come tutti sanno, sono pesci che passano molto tempo nelle tane, escono per mangiare e subito si infilano nella loro caverna sicura tra le rocce. Tirarle fuori con la lenza dalla superficie, a più di venti metri di altezza, è un’impresa non da poco, figuriamoci con settanta o cento ami attaccati allo stesso filo, quasi impossibile! Erdal diceva che i pesci imparavano a riconoscere ami e lenze e per questo doveva diminuirne le dimensioni, con il risultato che non aveva scelta, doveva migliorare anche lui, doveva diventare più bravo ad ogni stagione. [...]

A quei tempi, per motivi di lavoro, Marco diceva in giro che parlava il turco, ma in realtà sapeva parlare solo con Erdal, anzi era Erdal che sapeva parlare con chiunque. Non parlava le lingue, parlava la lingua, quella di chi vuole comunicare. Arte marinaresca, pesca, culture diverse, filosofia erano tra gli argomenti delle loro lunghe conversazioni. Marco voleva imparare a pescare con i metodi tradizionali e il suo amico Erdal gli aveva insegnato a stendere il palamite dandogli indicazioni molto precise. Conosceva i fondali di ogni centimetro quadrato del golfo: – In quel punto prenderai due cernie, più avanti invece c’è un dentice e ancora più avanti ci sono gli scorfani. – Naturalmente Marco, ancora principiante, non riusciva a prendere tutto, ma le previsioni del pescatore erano sempre azzeccate, come se fosse stato giù, sott’acqua a guardare. Erdal però nuotava solo intorno alla barca per pulirla o per lavarsi, lui non amava la profondità, i fondali li conosceva tramite la lenza, perchè lavorava da solo, concentrato, registrava tutto. Sapeva che quando pescava una cernia, c’era una tana che si era liberata e ci voleva un po’ di tempo prima che un altro pesce si insediasse in quel buco e ancora dell’altro tempo perchè crescesse a sufficienza per essere pescato. Non tornava mai a mettere il palamite nella stessa zona prima che questo tempo fosse passato, così non pescava mai pesci troppo piccoli. Aveva tanto rispetto per tutto e per tutti, ma si infuriava quando vedeva qualcuno inquinare, sporcare o maltrattare i più deboli.[...]

Negli anni in cui frequentava la Turchia, Marco si era quasi convinto che: – Chi è un bravo marinaio è anche una brava persona perchè assomiglia ad Erdal -

Ovviamente non era così e presto disse alla sua amica Sofia che conosceva il pescatore: - Non è l’essere un bravo marinaio che rende Erdal così speciale –

Sofia era una che ti ascoltava per davvero quando le parlavi e allora Marco si prendeva ancora più sul serio: – Si può anche andar per mare a testa bassa, di forza, provocando incidenti e ancora a testa bassa riparare i danni! Bravo marinaio non è sinonimo di brava persona. Navi cariche di schiavi hanno attraversato i mari con successo e lo fanno tuttora, ma i loro capitani non sanno neanche di avercela la coscienza! Erdal è speciale perchè pensa sempre con la propria testa e ha un’opinione personale non influenzata da correnti, culture o religioni, ma solo dalla sua stessa anima con cui ha un rapporto sempre sincero. –

Sofia aveva risposto: – Quando mi siedo al suo fianco, mi sembra che il tempo si fermi. Capisco tutto quello che mi vuole dire anche se non parla. Quell’uomo emana energia, come se avesse un’aura tutt’attorno. La sua anima esce dal corpo e si mischia con la tua. Io non l’ho mai incontrato un altro come lui! E tu? –

Marco tutto serio: – Vediamo un po’. Personaggi privi di preconcetti, capaci di sintetizzare e fare proprie tutte le posizioni costruttive per ottenere un’opinione sempre personale? Rari, ma sì, forse qualcuno. –

Sofia: – Dove li hai incontrati? Qui in Turchia? –

Marco: – No, e questo è l’aspetto interessante, sono nei posti più disparati. – Sofia prese quell’espressione che aveva quando si accingeva ad ascoltare, e Marco si sentì di nuovo in diritto di prendersi sul serio:

- Girando per i mari e i continenti del mondo, quello che mi ha colpito di più non sono le diverse culture o usanze, non le diversità dei popoli con suggestivi vessilli e dialetti che, per quanto affascinanti, possono diventare i loro propri limiti, ma le affinità che ho trovato tra gli individui che non si sono lasciati influenzare. La loro opinione spesso assomiglia a quella di altri individui che a loro volta hanno un’opinione personale e che si trovano in posti lontani, ma hanno anch’essi un rapporto sincero con la propria coscienza. – Arrivò Erdal e si sedette al loro fianco.

Sofia subito chiese: – Cos’è la coscienza? –

Guardando i due con un sorriso, il pescatore disse: – E’ tutto! -  poi continuò: – Contiene tutto ed è presente in tutto, nella solida pietra, nella terra fertile, vedete quella pianta? –

indicò una pianta grassa di aloe. – Ha già capito che stiamo parlando di lei! – gli aculei delle sue foglie sembrarono muoversi quando il pescatore le indicava. – Nei pesci e negli animali ce n’è ancora di più! –

Gli veniva una faccia da bambino e sorrideva con gli occhi piccoli piccoli, quando parlava della natura.

Poi si fece serio: – Solo noi esseri umani però, possiamo scegliere cosa farne della nostra coscienza. –

Ancora più serio, cupo: – Un puntino irriconoscibile intrappolato tra i pensieri confusi di persone materialiste, capaci di distruggere anche il mondo in cui vivono? –

Sofia pensierosa: – Oppure un’aura di saggezza che si espande dal corpo di persone che sanno chi sono? – Erdal sorrise di nuovo.

Marco disse: - Certi non ce l’hanno proprio per niente! -

Erdal: – No, ti sbagli, mio giovane amico, tutti sentono la coscienza, e come non sentirla! –

Marco: – Ma…allora? –

Erdal: – Fanno finta, la sentono, ma non l’ascoltano. Quelli che fingono di non avere una coscienza sono esseri abominevoli, ma spesso, per fortuna non sempre, raggiungono svariate posizioni di potere grazie alla loro innata avidità e capacità di influenzare il prossimo. –

Marco: – Ok, adesso capisco! –

Erdal: – Poi ci sono quelli che hanno un rapporto di comodo, che mentono a sè stessi, e sono moltissimi. Brave persone, ma purtroppo confuse e  manovrabili come burattini grazie alla loro insicurezza. -

Sofia: – Ooh di questi ce ne sono tanti dalle nostre parti! –

Erdal: – Lo so, sono ovunque! Ma ci sono anche quelli che provano ad essere sinceri nonostante sia un cammino in salita, in costante conflitto con le forze limitanti che ho appena descritto. Le persone che si impegnano a guardarsi dentro con onestà sono quelle di cui ti puoi fidare. Esseri umani generosi e intuitivi che non smettono mai di crescere e di imparare cose nuove. –

Sofia: – E se ce la fanno? –

Erdal: – Quelli che riescono ad essere veramente onesti con se stessi, mettono le basi per migliorare il mondo. Hanno grandi capacità di adattamento, autosufficenza morale e materiale, grande generosità, ma soprattutto costante evoluzione! –

Marco: – I saggi però perdono spesso la libertà e anche la vita! –

Erdal: – Per mano degli avidi potenti o tramite il voto dei loro burattini insicuri! –

Marco: – Socrate. –

Erdal: – Galileo. Ha avuto vita dura anche lui. -

Marco pensò: – Ma come fa a sapere tutto?

Sofia disse: – Martin Luther King. –

I tre guardarono il cielo rattristati, poi Erdal terminò: – E tanti altri potremmo aggiungere a questa lista, ma raggiunti tali livelli di saggezza, l’ego e anche la morte non sono più un problema! -

L’immagine è una cartolina postale inviatami da un altro amico pescatore della stessa zona che si firma Alì Tuna

Il Segreto dei Grandi

Al giorno d’oggi non ci sono dubbi, se vogliamo imparare la musica, per esempio, possiamo trovare la scuola che fa per noi e apprendere come suonare i diversi stili, basterà iscriversi alla scuola giusta, ammesso di poterselo permettere economicamente e di aver voglia di studiare. Il risultato è che ci sono sempre più musicisti di buon livello tecnico e la loro età media è sempre più bassa, questo grazie specialmente ai programmi delle diverse scuole che sono stati, senza dubbio, preparati scrupolosamente. Ma perchè allora, tra i tanti musicisti tecnicamente ben preparati, sono sempre pochi, forse pochissimi i veri artisti, quelli che hanno qualcosa da dire con la loro musica e che hanno un linguaggio proprio?  Credo che ci siano diverse cause, non ultima quella che molti insegnanti di musica fanno quel mestiere per ripiego e non per passione, questo non aiuta certo lo studente a capire i segreti dell’artista. Ho già detto però che credo nei programmi di studio dei conservatori, dobbiamo imparare a controllare lo strumento, conoscerne le possibilità espressive basiche come gli effetti speciali. Dobbiamo anche conoscere le regole della musica, suoni, ritmi, scale e accordi di ogni tipo per il semplice motivo che vogliamo andare oltre quelle stesse regole e  non c’è alcun dubbio che il modo migliore per farlo sia quello di conoscerle molto bene.

Per quanto mi riguarda credevo di non aver bisogno di un maestro per imparare le regole, le trovi ovunque, basta ascoltare attentamente i dischi e se vogliamo dei libri sull’argomento, ci sono anche troppe pubblicazioni in giro, ma poi ho capito che un buon maestro può aiutarci proprio nella scelta del materiale da seguire a fronte di una marea di pubblicazioni che potrebbero confondere le idee di uno studente scrupoloso. Fatto sta che a quarantaquattro anni sono tornato a scuola dove, oltre ai programmi di studio, mi sono stati insegnati tanti preziosi piccoli segreti. Il lavoro comunque lo dobbiamo pur sempre fare da soli con lo strumento e suonando con i nostri compagni di avventura. Ma cos’altro ci vuole? Qual’è il segreto dei Grandi? Chi mi conosce sa già dove voglio arrivare! Innanzitutto specifichiamo chi sono i Grandi di cui parlo: beh direi quei musicisti che anche dopo il successo hanno continuato a crescere e a stupirci.

Per essere come loro credo che ci voglia un buon rapporto con se stessi, che si debba essere in grado di chiedersi: Sto facendo del mio meglio? Mi esercito abbastanza? e come lo faccio? studio tutti i giorni? E quante ore passo a studiare veramente, quante invece a dire a me stesso che sto studiando mentre, con lo strumento in mano guardo la bacheca di facebook, per esempio? E poi quando suono, cerco di ascoltare me ei miei compagni e di usare il mio orecchio, o faccio tutto razionalmente? La mia è musica o solo regole messe insieme? – Qui sotto ho scaricato due interviste che secondo me possono tornare molto utili a chi vuole imparare e non smettere mai di crescere e a chi vuole avere un suo linguaggio con cui esprimere la propria anima invece di imitare gli altri per quanto bravi questi ultimi possano essere.

Sonny Rollins dice: – Credo nello spirito della musica e credo nel migliorarsi, nell’impegnarsi ad essere una “brava persona”, e così sono ancora qui a studiare tutti i giorni, cercando di raggiungere quello che è ancora il mio sogno di come vorrei suonare. Forse è questo che si sente nella mia musica! –  Ecco un grande musicista, un Gigante direi che ci stupisce per la sua umiltà e dedizione a migliorarsi. Ed eccone subito un altro: Pietro Tonolo dice di essere passato dal violino al sax perchè quest’ultimo lo sentiva di più, ammette di studiare tutti i giorni, anzi che forse il mestiere del musicista consiste proprio nello studiare, ma nello studiare con passione e coinvolgimento. Questo è un altro grande segreto! E infatti Pietro Tonolo è un musicista completo che può suonare di tutto e imitare ogni stile alla perfezione, ma che quando improvvisa, lo fa sempre usando un suo linguaggio che forse è proprio il risultato del suo impegno ad essere una “brava persona” che si dedica con passione ed onestà allo studio nonostante sia già famoso ed abbia milioni di ammiratori e ammiratrici in tutto il mondo.

Allora forse più che nell’imitare lo stile musicale dei grandi, pur essendo questo sempre un buonissimo esercizio, il segreto sta nell’imitare il loro approccio alla musica e anche alla vita a livello più generale, cercare di essere delle “brave persone” come di essere Presenti, con la P maiuscola, alle nostre stesse sessioni di studio.

Vi lascio alle interviste che ho preso in prestito da UmbriaJazz e che riguardo spesso quando sento il bisogno del consiglio di un maestro. La prima è in inglese, ma la seconda è in italiano e il terzo video è un bellissimo brano da un concerto di Pietro Tonolo con Sandro Gibellini.